Unità e continuità dell'Io 

 

L'dea che noi umani si sia degli “individui” è fortemente dubitabile. Mi pare che sia una finzione concettuale quella che ci fa dire io sono 'io'. Siamo in realtà una colonia di cellule che, per motivi di strategia evolutiva, amano pensarsi come unità. E tra l'altro, nel corso dei decenni c'è un ricambio quasi totale di queste entità che concorrono a comporre il nostro 'io'. Se poi aggiungiamo il contenuto esperienziale, la continuità nel tempo dell’'io' mi pare ancora più dubitabile: tra quello che oggi viene indicato come Marcello Sorce Keller e quello che questa etichetta indicava trent'anni fa, mi sembra ci sia davvero poco di comune. Tanto poco mi riconosco in quello che ero trent'anni fa, che mi pare strano dover portare ancora lo stesso nome di allora.