Bach l’erotomane
Dato che ho vissuto nel mondo della musica, assai spesso ho sentito parlare e ho letto a proposito di Johann Sebastian Bach. Ho quindi soventemente sentito elogiare
la sua “spiritualità”. Questo tipo di elogio, nei suoi confronti, mi ha sempre lasciato perplesso.
È noto, infatti, che Johann Sebastian produsse venti figli con le sue due mogli: Maria Barbara Bach (sua cugina di secondo grado) e Anna Magdalena Wilcke. Sento
però dire che all’epoca era consueto avere così tanti figli – ma niente affatto. Era consueto generarne tre, quattro, cinque, sei o perfino sette …ma venti figli era un'esagerazione anche nel
XVIII secolo!
Quello che non sappiamo è quanti aborti le due povere donne dovettero patire tra un parto e l’altro (consideriamo cosa fosse la medicina dell’epoca e le inesistenti
cure di preparazione al parto).
Insomma, è evidente che Johann Sebastian sentisse l’irrefrenabile bisogno di tenere il suo pisello sempre in piena attività. Ritenere che in lui albergasse una
sublime spiritualità, mi quindi è difficile crederlo. Direi al contrario che fosse un vero e proprio erotomane. Ciò non toglie, evidentemente, che la sua musica sia assai bella; ciò non toglie
che la posterità (cioè, noi) sia capace di vedere in essa quello che ai contemporanei non parve tale. Ogni epoca attribuisce all’arte del passato quel “senso” che è congruo alla propria estetica
e che non lo era a quella delle generazioni trascorse.