It’s a Wonderful World

 

Penso sia difficile trovare qualcuno che non abbia mai sentito la canzone "It’s a Wonderful World" cantata da Louis Armstrong.

 

La trovo assai bella e anche affascinante il modo di cantarla di Armstrong. Tanto di cappello ai suoi autori: Bob Thiele (come George Douglas) e George David Weiss. Il brano fu registrato nel 1967: una ballata semplice e contemplativa che canta la bellezza del quotidiano: alberi, cieli, amicizia, bambini, ecc. Il tutto con un tono ingenuo e ottimista, in forte contrasto con il periodo storico in cui venne fuori: guerra del Vietnam, tensioni sociali e numerosi altri “indicatori “ che inducono a nutrire qualche dubbio “meravigliosità” di questo mondo.  

 

Quando sento affermazioni del tipo, “è un mondo meraviglioso”, “la vita è bella” e quando penso a quanto alludono - che se non ci fossero guerre, violenza, cattiverie, egoismo, ecc. – mi viene in mente qualcosa che, a quanto pare, non viene in mente a molte altre persone. Mi corre il pensiero al fatto che su questo pianeta ogni forma di vita, per vivere e sopravvivere, ha bisogno di fare soffrire e di uccidere altre forme di vita. Oggi sappiamo che perfino le piante riescono in vari modi ad eliminare altre piante che rubano loro luce o nutrimento chimico. 

 

Ma quanto è meraviglioso questo general soffrire del pianeta! Il Marchese De Sade lo contemplava con piacere e interesse, tanto che su questo dato di fatto, costruì la sua etica del sadismo.