Troppi libri o troppo pochi?
Davanti a un foglio bianco a Dostoevskij capitava di piangere. Temeva che quanto si apprestava a versare su quella superficie di carta fosse inutile o già stato
scritto.
Poe, nei “Marginalia”, lamentava che troppi libri venivano pubblicati…ignorava che il peggio l'avremmo visto noi, un secolo e mezzo più in là.
Mallarmé, invece, riteneva che le cose del mondo abbiano senso solo se danno luogo a quelle riflessioni che hanno bisogno di un libro intero per essere espresse. In questo caso, per abbracciare la complessità e contraddittorietà della realtà, di libri ce ne vorranno parecchi davvero.