Parliamo di Angeli
La Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America (1776) afferma quanto segue: «We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal…» (Noi riteniamo queste verità evidenti di per sé: che tutti gli uomini sono creati uguali…)...e speriamo che con la parola “uomini” si intendesse anche le donne. Gli Angeli però uguali non lo sono davvero. Non sono tutti uguali tra loro ma, invece, assai gerarchicamente organizzati.
Quale sia la gerarchia angelica si può ricavare da tre diversi tipi di fonti: a) la Bibbia, b) la tradizione patristica e, infine, c) lo Pseudo-Dionigi Areopagita (De coelesti hierarchia, V–VI secolo). Quest’ultimo, in particolare, afferma che gli angeli sono ripartiti in tre gerarchie (o cori), ciascuna composta da tre ordini. Dunque, in totale, nove cori angelici. In breve, Prima gerarchia (– Serafini – Cherubini – Troni), Seconda gerarchia (– Dominazioni – Virtù – Potestà) e Terza gerarchia (– Principati – Arcangeli – Angeli)
La domanda che mi pongo, e tali fonti non mi offrono una risposta, è se questa gerarchia sia fissa, o mobile o, magari meritocratica. In altre parole, esiste
mobilità sociale tra gli angeli? In altre parole, ancora, possono i Cherubini aspirare a diventare Serafini, se si comportano bene e svolgono diligentemente il loro lavoro? Possono magari essere
assegnati ad altra categoria, se nasce in loro il desiderio di mettersi in gioco e cimentarsi con attività nuove e più stimolanti?
Una risposta indiretta, non confortante mi pare comunque esista, ed è che agli angeli non paiono concessi margini di devianza. Si veda cosa successe a Lucifero (di cui peraltro non è possibile
conoscere la sua personale versione dei fatti).
Ebbene, se le cose stanno davvero così come sembrano, sono ben contento di non essere un angelo.