I gusti musicali dei grandi compositori

 

J.S. Bach stimava molto Dietrich Buxtehude, Johann Friedrich Fasch, e Jan Zelenka. Haydn apprezzava Adalbert Gyrowets e C.P.E. Bach. Mozart nutriva alta considerazione per Joseph Eybler, Johann Schobert (ca.1720-1767) e Jiri Antonin Benda (1722-1795). Beethoven teneva in gran conto Luigi Cherubini (il cui Requiem stimava superiore a quello di Mozart) e assai amava la musica di Muzio Clementi. 

 

Anche Schumann ammirava Luigi Cherubini (cosa considerevole perché Robert di solito non era generoso con i compositori italiani, tra cui Donizetti; ma Cherubini era poi davvero italiano, o francese come lo era Lully, o inglese come lo furono Handel e Clementi?).

 

Mendelssohn, Schumann e Liszt apprezzavano Karl Reinecke. Rossini ammirava Simon Mayr. Berlioz, Verdi, e Liszt consideravano “Gli Ugonotti” di Meyerbeer un vero capolavoro (non così però Schumann che lo boccò integralmente, definendo Meyerbeer, tra l’altro, “il più astuto dei compositori”!). Eppure, nel Corso del XX secolo quest’opera sparì dai cartelloni. 

 

Tutti ricordano che Schumann, Berlioz e Liszt stravedevano per Paganini. Wagner rimase avvinto dall’ascolto di un quintetto di Sgambati a Roma, e così ma anche il pubblico parigino all’Expo del ‘78.

 

Evidentemente i nostri gusti attuali non sono in sintonia con quelli di coloro che consideriamo “Grandi Compositori”. Forse erano grandi ma incapaci di giudicare le musiche altrui? La faccenda richiederebbe una seria riflessione.