Stefano Mancuso: zoocentrismo addio!
Le ricerche sull’intelligenza vegetale del Professor Stefano Mancuso sono appassionanti e le conclusioni a cui arrivano, pienamente convincenti, perché verificate sperimentalmente.
In breve, il Prof. Mancuso ci spiega che le piante “vedono” senza avere occhi, “sentono” senza possedere un apparato uditivo, e "pensano" senza avere un cervello – scusate se è poco.
È arrivato quindi il momento di mettere in pensione non solo la visione antropocentrica del mondo che l’umanità ha finora mantenuto, ma anche quella zoocentrica.
Non sarà facile, perché a questo punto sarebbe corretto ammettere pure che tutti i vegetali meritano la stessa considerazione. Si pensi ai giardinieri, il quali sembrano ritenere che esistano piante nobili, meritevoli di essere coltivate e curate e, poi, piante ignobili, da sradicare: le “maledette erbacce” da uccidere e gettare nella spazzatura. Esiste evidentemente anche il razzismo vegetale.
Rimane un’ulteriore barriera da superare, il pregiudizio biologico: quello di coloro i quali si ostinano a negare che l'Intelligenza Artificiale sia una forma di intelligenza. A quanto pare, per i più è difficile accettare che l'intelligenza possa appartenere a sistemi che non-biologici – nella fattispecie, quelli informatici.