Carpani e Sacchini: cose che mi danno da pensare

 


Ogni tanto incontro informazioni storiche che davvero mi danno da pensare. Sono quelle che suggeriscono modi diversi di valutare la storia musicale, quella che così spesso tendiamo ad interpretare con le categorie mentali in circolazione nel nostro presente. Eccone due.

La prima riguarda Giuseppe Carpani (1752-1825), librettista e musicografo, attivo dal 1796 a Vienna come poeta di corte. Carpani racconta come il compositore Tommaso Traetta (1727-1779), dirigendo le sue opere dal cembalo, si voltasse a volte verso il pubblico per preavvertirlo dei momenti musicalmente più belli (Le Haydine, Padova: Tipografia della Minerva, 1823, p. 24): “Il Traetta, allorquando veniva il passo che a lui pareva più squisito, soleva voltarsi alla platea, e gridare: 'signori, badate a questa!', si badava e si applaudiva.”

 

L’altra riguarda Antonio Sacchini la cui opera Oedipe à Colone (1786) rimase in cartello per oltre 57 anni (583 rappresentazioni all'Opéra di Parigi fino al 1830)(cfr. “Antonio Sacchini” in Harold Rosenthal and John Warrack, Concise Oxford Dictionary of Opera. London: Oxford University Press, 1972, p. 350).

 

L'episodio riportato da Carpani offre un’idea di cosa fosse lo spettacolo operistico, prima che diventasse quel rito di sacralità laica che conosciamo oggi (anche se meno sacrale dei concerti di quella che si dice, offensivamente, “musica classica” - musica che direi invece "musica storicizzata").

 

La vicenda del Sacchini mi fa considerare a quanto possa essere ingiusto o bizzarro il giudizio dei posteri. Un’opera rappresentata così tante volte, qualcosa di buono deve pure averla. Ma poi mi viene in mente una considerazione di segno opposto. I rigurgiti di romanticismo ancora ampiamente in circolazione, ci inducono a ritenere che la vera arte sia quella che resiste al giudizio del tempo. Io invece posso immaginare un diverso tipo di arte e di capolavoro: quello che risulta talmente calzante per la situazione a cui è complementare e basta; tanto calzante potere essere apprezzabile in nessun'altro contesto. Direi, qui mi ripeto per enfasi, che qualcosa di veramente “fatto ad arte”, può bene essere perfetto solo una volta.