Topografia dell'ignoranza

 

A me pare che la persona colta si distingua da quella incolta per il fatto di possedere una topografia abbastanza precisa della propria ignoranza. Le grandi biblioteche personali che le persone colte di solito possiedono aiutano assai a svilupparla. Si tratta spesso biblioteche che contano centinaia se non, addirittura migliaia di volumi che il proprietario in buona misura non ha letto e forse mai riuscirà a leggere. L'aver però scelto proprio quei libri, l'averli collocati in uno scaffale invece che in un altro, serve proprio a generare la percezione, a chi li possiede, di cosa sarebbe utile studiare e sapere. Il limite di questa topografia della propria insipienza, che la biblioteca personale aiuta a tracciare, è dato però dalle cose che ignoriamo di non sapere, che sono probabilmente tante. Il problema maggiore, dunque, non risiede nella consapevolezza di non sapere tantissime cose, ma nel non sapere quello che non sappiamo nemmeno di non sapere.